Sergio Cecotti e il suo intervento sulla Corte dei Conti attaccata da Debora Serrachiani

TRIESTE

«La mia solidarietà personale e politica va alla Corte dei conti ingiustamente accusata di eversione e di aver detto quelle cose edulcorate che se non le diceva avrebbe perso la faccia».


Così il leader di Patto per l'autonomia Sergio Cecotti ieri mattina a Trieste per la presentazione dei candidati alle elezioni politiche del 4 marzo: «Un invito alla Serracchiani, per la dignità della carica: basta pagliacciate».


L'ex presidente della Regione ed ex sindaco di Udine rincara: «Vogliamo dare ai cittadini che si troveranno a scegliere tra Renzo Tondo e Debora Serracchiani all'uninominale alla Camera, e che ritengono che entrambi meritino ampiamente la trombatura, un'alternativa razionale ossia la nostra proposta utile alla Regione che è stata demolita dalle ultime due amministrazioni».
Dunque «noi ci candidiamo a ricostruirla e la prima cosa è votare contro le due persone che simboleggiano il declino del Friuli Venezia Giulia».

Il Rosatellum? «Impedisce ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti, ogni voto che faremo mancare al Pd è un segnale di rifiuto alla legge elettorale che ci ha sottratto la democrazia».

Guardando al 29 aprile, «il nostro obiettivo è ricostruire la Regione conclude Cecotti ho dato la mia disponibilità a candidarmi come presidente ma chiedo di contattare la società civile, politica, culturale ed economica per capire se c'è la volontà di rimboccarsi le maniche». Alleanze? «Una grande coalizione tra chi è convinto delle due esperienze catastrofiche e vuole evitare una terza disgrazia».

Per l'uninominale alla Camera la squadra è composta da Erika Furlani, Lucia Pertoldi, Diego Navarria, Massimo Moretuzzo che ha parlato di «partito territoriale radicato con testa e cuore in regione e che vada a rinegoziare i patti con lo Stato che stanno svuotando finanziariamente la nostra autonomia» e Markus Maurmair.

Al Senato Elisabetta Basso e Tullio Avoledo, che ha parlato di «legittima difesa» a fronte di governi per i quali «siamo anime morte. Non siamo sudditi né di Roma né di Milano a noi interessa il confronto e l'impegno della gente, non gli applausi. Onestà, dignità e verità», conclude lo scrittore.

Per il plurinominale alla Camera i nomi in campo sono quelli di Rossella Malisan e Federico Monti.

Al Senato Federico Simeoni, Miriam Causero, Andrea Venier e Tiziana Tellini tutti uniti nella sfida di tutelare le specificità culturali e linguistiche regionali.

.....(segue altro - n.d.r.)

ARTICOLO DI ELISABETTA BATIC, TRATTO DA "IL GAZZETTINO" di domenica 11 febbraio 2018

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