Il rullo dei tamburi suona sempre più cupo e rombante, nei circoli educati della nomenclatura europea ben pensante e alla moda. E il suono minaccioso è rivolto proprio a noi. Non si fanno più tanti giri di parole, si accantonano i modi eleganti, e si inizia a parlare in modo esplicito e minaccioso. State attenti, italiani!

Siete liberi di fare solo ciò che garba a noi, non certo ciò che piace a voi!

Il popolo sovrano è tale finchè non sbaglia risposte; se lo fa, è la revoca della capacità di intendere e di volere. All'anticamera del commissariamento, sulla soglia della nomina di un tutore che sostituisca il responso delle urne, si usano gli argomenti più persuasivi. Affinchè non si dica, dopo, di non essere stati abbastanza chiari. Italia avvisata, mezza salvata [e l'altra metà sia dannata!]

Quindi, e in sequenza, gli avvertimenti francesi e poi quelli più temibili dei tedeschi. E già che ci siamo, il pedale dello spread, che già altre volte ha funzionato egregiamente se c'era da convincere qualche riottoso. Sentite le parole il ministro francese dell'economia Bruno Le Maire: “tutti devono capire, in Italia, che il futuro dell'Italia è in Europa e da nessun'altra parte e perché questo futuro sia in Europa ci sono delle regole da rispettare"

"Devono". Capite? Non è che si possa scegliere. Si deve e basta. Lo dice lui.

Altrettanto esplicito, direi, è pure il tedesco Manfred Weber, leader dei popolari europei. Sentite qua il pensiero di questo democratico: “State giocando col fuoco, perché l’Italia è pesantemente indebitata“. Se non è ancora una minaccia esplicita, assomiglia pur sempre proprio a una specie di intimidazione.

Il risultato di queste indebite pressioni è solo uno, del tutto prevedibile. Alimentare sempre di più il consenso elettorale di quelle forze populiste che in Italia hanno tratto un enorme vantaggio dalle politiche di austerity imposte e perseguite da decenni oramai. Politiche che hanno impoverito costantemente il sud europa e fatto invece la fortuna proprio dei paesi di provenienza di questi novelli censori, irresponsabili e miopi fino all'inverosimile. Una alla volta, le caselle dell'Europa europeista capitolano, ma loro non sembrano accorgersene. Rinascono nazionalismi che sembravano sopiti; sovranismi che fino a pochi anni fa parevano relegati alla fantapolitica.

Oramai quasi tutta l'Europa orientale è persa; la Gran Bretagna ha pensato bene di filarsela; l'Europa meriodionale è sotto scacco e pericolosamente rancorosa verso le istituzioni europee. Resta un nucleo duro, compatto e ideologicamente impermeabile, il club esclusivo degli Stati "unti dal Signore", che continua imperterrito a negare l'evidenza di un crescente fallimento ideologico, basato solo sulla finanza e sull'economia, non certo sui popoli.

La loro Europa non è la nostra Europa. Verrebbe da dire: tenetevela!

A ben guardare, sono proprio loro a giocare con il fuoco. E se continua così, c'è il rischio che divampi un incendio di così vaste proporzioni da incenerire per sempre un sogno e una visione. Più precisamente: qualsiasi altro sogno e qualsiasi altra visione alternativa a questa prigione dei popoli.

Ma a loro non importa granchè. Bruci pure tutto, purchè i loro conti e i loro affari siano in ordine.

rosario

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