imamgine tradda da lapagina.it

Il ballottaggio alle prossime elezioni comunali di Udine prima o poi avverrà. E lascerà dietro di sé un Sindaco e alcune polemiche. Nè l'uno, né le altre passeranno alla Storia. Viviamo tempi mediocri, per nulla memorabili. Quindi, ciò che succede in questi giorni è derubricabile alla mera cronaca, neppure tanto avvincente Tra i fatti minori che accadono in questi giorni, alcuni episodi di outing; persone che, a titolo personale, decidono di dichiarare la loro personale preferenza per uno dei due candidati. Tra questi, alcuni che si dichiarano autonomisti. Autonomisti che sostengono forze politiche italiane, a destra o a sinistra. Tutto legittimo, tutto anche politicamente comprensibile [nel senso che si comprendono i motivi ma non si condividono affatto]; tutto del tutto irricevibile per noi Manovali.

Questa che state leggendo, controcorrente rispetto la moda, non è una dichiarazione personale. E' una dichiarazione politica che rappresenta l'orientamento pubblico di un movimento autonomista, il movimento dei Manovali per l'Autonomia.  E i Manovali esprimono il loro totale ed educato dissenso rispetto a qualsiasi dichiarazione di sostegno a questo o a quello dei candidati in lizza. Riconoscono naturalmente la libertà personale di ognuno nell'esprimersi nel merito della questione [e ci mancherebbe pure il contrario]; ma dichiarano, contemporaneamente, il forte e altrettanto legittimo disappunto.

I Manovali non sono nati per funzionare a corrente alternata; non siamo autonomisti a giorni alterni [né pari, né dispari]. Non abbiamo mai fatto mistero della nostra origine e del nostro motore primo: la radicale, integralista, rivoluzionaria pretesa di fare a meno dei Partiti italiani. Senza se, senza ma. Senza scappatoie.

Unica eccezione potrebbe [almeno in teoria] essere una vera emergenza democratica, una situazione di crisi attualmente inimaginabile, che mettesse veramente in pericolo le fondamenta stesse della nostra Costituzione democratica. Una sovversione violenta al di fuori di ogni legge e ordine. Intravvedere questo gravissimo rischio nel mediocre tandem Fontanini e Salmè significa [e lo diciamo con tutto rispetto], forzare la fantasia a un esercizio sfrenato di comico catastrofismo. Affidare a Martines il ruolo del paladino della libertà democratica è altrettanto ridicolo. Oggettivamente, non ha nemmeno il fisico del ruolo. Un gridare alla luna “al lupo, al lupo”. In modo che se mai un giorno, disgraziatamente, il lupo dovesse veramente concretizzarsi, nessuno prenderebbe sul serio l'allarme.

Concretamente, più prosaicamente, si tratta di una competizione elettorale amministrativa per una cittadina tutto sommato piccola, con un ruolo politico [ahi noi], da tempo marginale se non insignificante. Che potrebbe essere governata dalla Sinistra, come pure dalla Destra; e potrebbe essere governata meglio, come pure peggio. Perfettamente all'interno delle regole democratiche. Senza spedizioni punitive, senza violenze, senza intimidazioni alla democrazia. Tutto piuttosto banale, tutto molto provinciale.

Ha senso scomodare i massimi sistemi per una Storia così minore?

Venendo al dunque, se un'autonomista grida al pericolo fascista, deve accettare la possibilità [uguale e contraria] che qualcun altro faccia altrettanto per il pericolo comunista. E' la conseguenza inevitabile della reciprocità dei ragionamenti politici fatti su automatismi ideologici costruiti negli ultimi cento anni e più. Che ai Manovali risultano modi artefatti per dividere la gente tra buoni e cattivi, tra bianchi e neri. Mirabile sistema di potere inventato in Italia per assicurare continuità a una nomenclatura incapace di progettare il futuro, Però bravissima a trascinarci in contrapposizioni che impediscano qualsiasi slancio in avanti, qualsiasi ragionamento nuovo e attuale.

Questa piccola Storia minore va avanti da decenni, e ha provocato, in passato e in una terra di confine come la nostra, lacerazioni e lutti. Oggi provoca solo un sorriso di compatimento. A noi Manovali pare sia ora di finirla. Noi non ci schieriamo né a Destra né a Sinistra. Nè a una parte, né all'altra riconosciamo il ruolo di “male minore”. Anzi, entrambe le parti sono, per l'Autonomismo, il maggior male possibile. La condanna a un immobilismo sciagurato, a un conformismo cieco e senza prospettiva per il futuro.

Noi Manovali siamo per la nostra terra. Punto e basta. Martines e Fontanini sono, per noi, come due piccolissimi asteroidi che attraverseranno il cielo della politica friulana senza lasciare alcuna traccia del loro passaggio. Entrambi del tutto insignificanti, per noi. Entrambi presto fuori dal nostro orizzonte.

Noi abbiamo cose nuove a cui pensare e a cui dedicarci. La prima, la più importante? Restituire conoscenza e consapevolezza individuale alla nostra gente. Perchè il vero antidoto a tutti i fascismi, di tutti i colori, è la coscienza del valore di sé, della propria libertà, dei propri diritti. E' questo il nostro compito e la nostra missione.

Forse non ci riusciremo. Ma tutto il resto, scusate la brutalità, ci paiono veramente piccole miserie. Poco di meno di pinzillacchere e quisquilie

Dome une robe, alore: Fuarce Friul e vonde!

rosario e luca in qualità di portavoci del movimento dei manovali

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