Negli ultimi dieci anni, un osservatore spassionato ed esterno alle nostre grottesche vicende, potrebbe pensare che la Politica italiana sia la degenerazione della Commedia dell'Arte. Pensateci solo un attimo; abbiamo visto recitare [e tuttora si esibiscono], praticamente tutte le maschere italiane più note.

Non è poi molto difficile scoprire chi si cela dietro Arlecchino servitore di due padroni; chi dietro il presuntuoso Dottor Balanzone, chi invece veste i panni di Brighella servo astuto; c'è pure Colombina, la servetta maliziosa e furbetta. Quasi impossibile non identificare Pantalone, anziano mercante con la passione delle giovani donne.

Ne ho citato solo alcuni, di questi storici personaggi della nostra Commedia, ma la galleria dei vizi e delle virtù regionali di allora è ancora attuale, oggi più che mai. Una vera compagnia di giro, la nomenclatura politica italiana, che solo a volte fa ridere. Più spesso, fa piangere.

Dietro questi artisti di strada, con cast sempre rinnovato e sempre uguale a se stesso, impresari furbi e molto meno improvvisati fanno i loro affari, e ci guadagnano anche bene. La loro fortuna è avere un pubblico smemorato, che ride, si commuove e crede ancora a canovacci vecchi di secoli. Battute sempre uguali, perchè funzionano ancora. Perchè quindi cambiare il soggetto? Ecco masse entusiaste ad assistere al finto nuovo debutto del Capitan Fracassa del momento, dimentichi di quello precedente. Immemori al punto tale da non ricordare nemmeno la fine dello spettacolo, sempre uguale a se stesso.

Paga Pantalone, naturalmente, come da secoli,

In questi giorni, dopo il brusco pensionamento del toscano Stenterello, il nuovo attore, che va per la maggiore, è il lombardo Brighella. Folle in tripudio, teatri pieni, botteghini assaltati. Nessuno vuole rinunciare al suo posto in prima fila. E, nelle retrovie, si preparano silenziosamente le cassette di pomodori per il suo futuro siluramento. Un paio di anni di repliche e poi via,in cerca di un nuovo Capitan Fracassa.

Per uno spettacolo condannato a replicarsi all'infinito. Ogni due/tre anni, gli impresari fanno pure finta di cambiare gli attori.
Affinchè tutto resti uguale a se stesso, il pubblico non deve annoiarsi.

Funziona così da secoli.

E possiamo pure scegliere: o la Commedia dell'Arte o il Melodramma.

In entrambi i generi, siamo i migliori del mondo.

rosario

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